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Artigianato, mestieri tradizionali e paesaggio: patrimonio culturale da valorizzare

E’ stata  pubblicata una Relazione sullo svolgimento e sui risultati dell’Anno europeo del patrimonio culturale 2018 che ha come denominatore comune la sostenibilità, la protezione e l’innovazione. Nel Report viene sottolineato l’impatto positivo dell’Anno europeo sulla percezione del patrimonio culturale del Vecchio Continente come risorsa precipua. Durante l’Anno europeo oltre 12,8 milioni di persone hanno partecipato a più di 23.000 eventi organizzati in 37 Paesi.  “Sono orgoglioso – ha detto il commissario responsabile per l’Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport, Tibor Navracsics – di ciò che abbiamo realizzato insieme agli Stati membri, al Parlamento europeo e alle organizzazioni del settore culturale e della società in generale. Abbiamo inserito il nostro patrimonio culturale comune tra le priorità dell’Ue e, soprattutto, nella vita quotidiana di molti cittadini. Ora dobbiamo garantire che l’Anno europeo abbia un impatto a lungo termine, così da sfruttare appieno il potenziale del patrimonio culturale per lo sviluppo sociale, economico, ambientale e regionale e per costruire un’Europa coesa e resiliente per il futuro”. Il quadro d’azione europeo sul patrimonio culturale è volto ad attuare una visione a più lungo termine per la gestione, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale europeo. Nella dichiarazione di Bucarest, adottata il 16 aprile 2019, i ministri della cultura dell’Ue hanno riconosciuto che il successo dell’Anno europeo del patrimonio culturale 2018 si fonda su un opportuno quadro di governance multilaterale, un chiaro obiettivo tematico, il coinvolgimento di parti diverse delle nostre società e la cooperazione transfrontaliera. Il Parlamento europeo ha fortemente sostenuto l’Anno europeo ed è a favore di ulteriori interventi a livello dell’Ue per la promozione del patrimonio culturale di ciascun Paese. L’Anno europeo del patrimonio culturale è stato istituito con l’obiettivo di promuovere e valorizzare il patrimonio culturale europeo comune in tutte le sue forme: materiali, immateriali, naturali e digitali, nonchè il relativo contributo all’economia e alla società europee. Il patrimonio culturale non è costituito semplicemente da monumenti, musei, palazzi storici o siti archeologici; non comprende solo gli edifici nelle nostre città, ma anche i libri che leggiamo, il cibo e le tradizioni culinarie, i film che guardiamo, sino ad arrivare alle arti, alla musica, ai mestieri tradizionali e ai paesaggi naturali. L’iniziativa è stata lanciata il 7 dicembre 2017 a Milano, in occasione del Forum europeo della cultura.