Privacy Policy CRI: la nostra missione è salvare vite – Agenzia Data Stampa

CRI: la nostra missione è salvare vite

“Polemiche strumentali che non fanno altro che trascinare nell’agone politico un tema di umanità”. Così la Croce Rossa Italiana commenta le recenti dichiarazioni del fondatore di Emergency Gino Strada nella trasmissione ‘In onda’ su La 7 e le conseguenti dispute scaturite da esse ed enfatizzate sui social media. “Nelle ultime ore siamo stati inconsapevolmente protagonisti di un dibattito ideologico da cui prendiamo immediatamente le distanze. Eppure però teniamo a sottolineare alcuni punti sostanziali per restituire verità a tutta l’operazione SAR nel Mar Mediterraneo di cui ci siamo fatti carico nel 2016. La Croce Rossa Italiana è salpata con proprio personale medico-sanitario a bordo di entrambe le imbarcazioni del MOAS, Phoenix e Responder, missione, grazie alla quale sono state tratte in salvo più di 9 mila persone in 5 mesi, è stata resa necessaria dall’interruzione del programma ‘Mare nostrum’.  Tutta la missione si è svolta in un quadro di aiuto internazionale, seppur gestita dalla CRI. Non sono stati utilizzati quindi finanziamenti pubblici italiani, ma ovviamente si è lavorato nel pieno rispetto delle Convenzioni e degli accordi internazionali e delle leggi di questo Paese, in pieno coordinamento con le autorità statali e la Guardia Costiera. Il costo totale dell’operazione quindi, citato da Gino Strada durante la trasmissione tv, non solo non ha pesato in alcun modo sulle casse dello Stato Italiano, ma è stato impiegato per l’utilizzo di ben due imbarcazioni. Fin da subito la nostra condizione per un eventuale accordo con il MOAS prevedeva l’esclusività dell’intervento a bordo, lontano quindi da altre organizzazioni che potessero in qualche modo politicizzare il tema del soccorso in mare. Il principio di neutralità, per noi imprescindibile, ci permette di avere un unico obiettivo.

CRI su missione con MOAS