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Giovani migranti: l’Europa sta creando una generazione perduta?

I ritardi e i gravi problemi di integrazione dei giovani rifugiati fuggiti alla guerra e al rischio di persecuzione stanno creando una “generazione perduta”, secondo quanto emerge da una nuova relazione dell’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA). Pur individuando alcune buone prassi, la relazione esorta l’Italia e altri Stati membri ad apprendere gli uni dagli altri per offrire a questi giovani un’adeguata opportunità nella vita.  Basandosi su interviste ad oltre 160 rifugiati e 400 operatori in prima linea, la relazione della FRA dal titolo “Integration of young refugees in the EU” individua gravi lacune negli attuali approcci all’integrazione dei giovani rifugiati di età compresa tra i 16 e i 24 anni. Il rapporto, che mette in evidenza anche le buone prassi a livello locale nei paesi oggetto di studio, invita gli Stati membri a: accelerare le procedure di asilo; limitare la burocrazia del ricongiungimento familiare; fornire un alloggio adeguato; migliorare l’assistenza psichiatrica; migliorare l’istruzione. Dal 2015 al 2018 quasi 2 milioni di persone hanno ricevuto protezione internazionale nell’UE. Il diritto dell’UE è chiaro e gli Stati membri hanno il dovere di proteggere i rifugiati. È disponibile anche un finanziamento dell’UE a sostegno della loro integrazione. Tuttavia, la situazione sul campo è estremamente eterogenea negli Stati membri. Questi problemi si aggravano maggiormente quando i giovani rifugiati compiono 18 anni e le reti di sostegno a cui si affidavano in precedenza scompaiono, talvolta da un giorno all’altro.

https://fra.europa.eu/en/press-release/2019/young-migrants-europe-creating-lost-generation

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