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Gli agricoltori incontrano gli hacker, arriva l’Agricoltura 4.0

Api trasformate in certificatrici, tisane hi-tech e turismo rurale in chiave social: sono i 3 progetti vincitori di AgriAcademy di Ismea, il primo rural design sprint tra giovani imprenditori agricoli nato per ricercare nuove soluzioni capaci di reinventare uno dei settori chiave del nostro Paese. Si è concluso con ‘Radici nel futuro’ , il 18 dicembre a Roma, il lungo percorso di AgriAcademy 2018 con la presentazione dei progetti vincitori davanti a una platea di investitori interessati a sviluppare l’uso di nuove tecnologie nel settore agricolo.  “Per assistere alla nascita di tecnologie rivoluzionarie c’è bisogno che si formino ponti nuovi tra settori molto diversi l’uno dall’altro, un esempio in questo senso è stata l’introduzione del giogo nell’agricoltura”, ha spiegato Alex Giordano, direttore scientifico di Societing 4.0 e che con RuralHack ha guidato il team di esperti che ha supportato i partecipanti di AgriAcademy. “L’incontro tra un fabbro e un contadino – ha proseguito – ha portato alla realizzazione di uno strumento tecnico che ha completamente rivoluzionato le pratiche per l’aratura dei campi dando il via a una vera rivoluzione. Ora abbiamo bisogno di ponti nuovi e l’incontro tra hacker e agricoltori può realizzare qualcosa di completamente nuovo”.  In ogni settore le nuove tecnologie stanno rivoluzionando i sistemi produttivi, tanto che si parla già di quarta rivoluzione industriale in atto, e l’agricoltura non fa eccezione. Che sia attraverso dati satellitari, macchinari capaci di dialogare tra loro o App per prevedere l’arrivo di parassiti, anche l’agricoltura si prepara a entrare nel nuovo mondo 4.0. Per rispondere a queste nuove sfide è fondamentale innovare ma allo stesso tempo mantenere stretto il legame con il territorio per valorizzare al massimo le peculiarità e la forza dei prodotti Made in Italy. Con questo spirito è nato Agriacademy, il programma di alta formazione su innovazione, internazionalizzazione e marketing promosso da Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari Forestali e del Turismo (Mipaaft) rivolto a 200 giovani imprenditori agricoli vincitori del bando “Promuovere lo spirito e la cultura d’impresa”. AgriAcademy si è articolato per mesi con varie tappe tra Roma, Bologna e Bari durante le quali i partecipanti divisi in squadre hanno collaborato per dar vita a nuovi progetti e soluzioni innovative. “Abbiamo capito – ha spiegato Giordano – che per i giovani non ha ormai più senso il dualismo reale/virtuale e che c’è piena coscienza che viviamo in un ecosistema aumentato dove il digitale non deve distrarre dall’autentico, ma può ‘aumentare. le esperienze contribuendo a conferire altro valore aggiunto”. AgriAcademy è il programma di formazione e accelerazione di impresa promosso dal Mipaaft e sviluppato da Ismea che ha coinvolto da giugno a novembre 2018, una platea di 200 giovani imprenditori agricoli provenienti da tutta Italia e selezionati tramite il bando “Promuovere lo spirito e la cultura d’impresa”.  AgriAcademy ha dato vita a un percorso di formazione molto innovativo in ambito agricolo, mettendo al centro tematiche di stringente attualità come la digital transformation e mutuando dinamiche e metodologie di lavoro dall’ecosistema delle start up più innovative. Alla fine del lungo percorso iniziato il 22 giugno a Roma sono 3 i progetti vincitori di AgriAcademy 2018:  ComBEEnazioni: un sistema monitoraggio dell’ambiente attraverso tecnologie che analizzano le api, i loro prodotti e l’alveare, per proporre una certificazione “a noma di api”, una sorta di “bandiera blu” dei territori decretata proprio da queste sentinelle della qualità ambientale, che va oltre la certificazione del biologico. Un soggetto territoriale collettivo (GAL, Gac, Flag…) può dotarsi di questo sistema e se il suo territorio risulta pulito può beneficiare del bollino “approvato dalle api”.  DolimiTEAS: un brand di tisane e preparazioni erboristiche che trae la sua forza e distintività dal contesto territoriale in cui è inserito: la Val di Fassa, una delle destinazioni montane più note e apprezzate in Italia. Il progetto si rivolge in primo luogo a chi visita le Dolomiti e si sviluppa con eventi ed esperienze in campo, come la raccolta delle erbe, che fidelizzano all’acquisto del prodotto sul sito, anche successivamente, una volta tornati a casa. Ma la vera novità del progetto risiede nella possibilità per l’utente, tramite una piattaforma ad hoc, di connettere il proprio dispositivo wearable (misuratori da polso), e di costruire la sua preparazione galenica o erboristica su misura in base ai dati del proprio stato di salute.  B-LAND: Vivi la terra, sostieni il territorio è un hub che raggruppa aziende diverse per offrire prodotti e servizi per turisti giovani e tecnologici che cercano esperienze di vacanza personalizzate attraverso i social. Degustazioni, visite guidate, didattica e percorsi gastronomici, organizzate attraverso una piattaforma web che offre un assistente virtuale per viaggi ad hoc, centrati sul territorio campano e pugliese, e costruiti sulle caratteristiche del cliente, sulle sue preferenze e gusti che derivano dal sistema di profilazione. Insomma, una sorta di Spotify applicato al turismo rurale.

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