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Il nuovo premier e le intese tra i partiti

Il Corriere della Sera: «Siamo così sicuri che una investitura di Gentiloni ci porterebbe più voti?». In attesa di risolvere l’enigma, Renzi in tv da Lucia Annunziata fa una mossa verso il premier in carica: «Chi ha fatto il presidente del Consiglio, come Paolo Gentiloni, potrà giocarsi le sue carte anche per il futuro. Ma noi non litigheremo mai». Anche intervistato da Massimo Giletti a Non è l’arena su La7, fa un altro passo in direzione del Gentiloni bis. Tuttavia ad agitare i vertici dem è il ritorno di Romano Prodi sulla scena del centrosinistra. Un’apparizione che potrebbe non essere episodica. La simpatia tra i due è assai scarsa, ma Renzi si dice «contento per il sostegno del fondatore alla coalizione. L’incoronazione di Gentiloni da parte di Prodi, invece, deve averlo rallegrato assai meno. Come dichiara Andrea Orlando l’abbraccio del Professore al premier e la scelta di non votare il Pd, è «un segnale che parla molto di futuro». Orfini intervistato da Repubblica: nessun dualismo tra Renzi e Gentiloni. «Avere più personalità autorevoli è un elemento di forza». E sui sondaggi che danno il Pd in caduta libera dichiara: “Il clima che si percepisce stando tra la gente, e non nei call center degli istituti di sondaggio, è di grande preoccupazione per la vittoria di chi ha già portato il paese sull’orlo del fallimento, ovvero la destra”. La Stampa: “In calo nei sondaggi e preoccupato del sostegno al premier Gentiloni, per tornare a Palazzo Chigi il segretario del Pd Matteo Renzi riprende sotterraneamente i contatti con Silvio Berlusconi e tiene aperto un canale con Roberto Maroni. Il leader di Forza Italia teme però una caduta libera del Pd, che rischia di venir meno come interlocutore di un governo di larghe intese”. Si legge anche della Meloni e della polemica con l’ex Cavaliere e Salvini per l’assenza alla manifestazione «anti-inciucio». Il premier che ha in mente Berlusconi – si legge invece sul Mattino – non è una donna e neanche un neofita delle istituzioni, anche se «l’esperienza che conta – dice il leader di Fi- non è solo quella politica». Gli indizi finora portano al presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani. Salvini intervistato dal Giorno-Carlino-La Nazione apre a Berlusconi: «Sì a Tajani o Draghi se prendi più voti di me». L’endorsement del Ppe al centrodestra: «L’Europa non teme i toni della Lega: il Cavaliere è garante». Così il presidente del Ppe Joseph Daul in una intervista a il Messaggero.

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