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In Liguria i Sindaci puntano a regole condivise per le spiagge libere

L’imminente apertura della stagione balneare, con tutte le incognite che gravano a causa di Covid-19, pone i Comuni nella condizione di dover adottare regole chiare e rispettabili per la gestione degli arenili, soprattutto al fine di consentire ai cittadini la fruizione in sicurezza del sole, del mare e delle spiagge. In giro per la Penisola si registra un gran fermento fra i Sindaci, con riunioni e discussione sul da farsi. In Liguria il processo di auto organizzazione dei Comuni è in fase avanzata, tanto da poter rappresentare una sorta di best practice potenzialmente generalizzabile in altri contesti. Di che si tratta? In sintesi, regole condivise per le spiagge libere di tutti i Comuni liguri costieri, a partire dalla bozza predisposta a Genova. La richiesta di finanziamenti al Governo, con la Regione che contribuirà in parte, per controllare gli accessi. E una road map definita, con un documento comune e che potrebbe essere applicato sugli arenili liguri già tra una settimana. Con l’estate ormai alle porte – dicono i Sindaci – il capitolo delle spiagge libere è il nuovo fronte su cui le istituzioni sono chiamate a rimodellare abitudini e regole in tempi di convivenza con il Coronavirus. Dopo la lettera al premier Conte e al governatore Toti, in cui lamentavamo scarsa chiarezza del quadro giuridico e mancanza di fondi, finalmente sono state gettate le basi per una Fase 2 anche sotto l’ombrellone. Nel corso di una riunione coordinata da Anci Liguria, cui ha partecipato anche la Regione, i Comuni costieri hanno iniziato a confrontarsi per uscire dal dedalo di ordinanze e iniziative autonome degli ultimi giorni, e fugare le preoccupazioni sulla riapertura delle spiagge, sia sul fronte economico, sia su quello dell’ordine pubblico.

«Ci siamo incontrati con i Sindaci per parlare di spiagge libere e delle procedure di accesso – interloquisce Toti – presto ci verrà proposto un protocollo sull’utilizzazione delle spiagge». Intanto, sempre in previsione dell’estate, la Regione lavora anche su centri estivi e nidi (compresi per i bimbi 0-3 anni), ragionando su come riaprirli a inizio giugno. Nel frattempo, dopo un’accesa discussione, che ha visto confrontarsi ipotesi diverse, è prevalsa fra i Primi cittadini la linea sostenuta dal Sindaco di Genova e presidente di Anci Liguria, Marco Bucci, che punta a regolare il fenomeno attraverso una gestione diretta degli arenili, oppure affidandoli ad associazioni o cooperative, come prevede l’ultimo decreto governativo, mediante procedure più snelle e garantite. Questa posizione sta per tradursi in una bozza di regolamento, cui appunto sta già lavorando da giorni il Comune di Genova, che incrocia le disposizioni delle linee guida con alcuni spunti nuovi: lotti di 10 metri quadrati, con al centro un palo con un numero da consegnare a chi arriva, fino ad esaurimento dei posti, e il coinvolgimento di polizia locale, volontari, ma anche associazioni o titolari di chioschi e bar.

La Regione, a quanto pare, si muoverà su tre piani. In primo luogo, darà un contributo economico ai Comuni per la gestione, ancora da quantificare, ma che sarà tarato in base al progetto presentato. Poi, ha offerto agli enti locali le competenze di Liguria Digitale, nel caso si volesse sviluppare un’app unica in grado di fornire informazioni all’utenza sull’occupazione degli arenili. Infine, proporrà tre emendamenti al decreto Rilancio, attraverso la conferenza delle Regioni, chiedendo contributi ai Comuni per la gestione delle libere, l’azzeramento dei canoni demaniali per il 2020 e l’allungamento delle concessioni al 2035.