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Italia spiazzata dall’affondo anti Mosca

In ritardo e con cautela, l’Italia offre la sua solidarietà alla Gran Bretagna per il caso dell’ex agente segreto avvelenato col gas nervino a Salisbury. Oggi il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, telefonerà a Theresa May, mentre ieri il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, ha fatto la sua telefonata al britannico Boris Johnson. Nel comunicato che Alfano ha fatto preparare dai suoi diplomatici la parola “Russia” non è neppure menzionata: l’Italia vuole attendere che le indagini arrivino a risultati sicuri. Ma di fronte al montare della protesta contro Mosca, anche il governo in uscita di Gentiloni manifesta «solidarietà» a Londra. Alfano dice che «l’uso di un agente chimico in terra britannica è un fatto gravissimo e scioccante, ma abbiamo grande fiducia che gli specialisti inglesi possano consegnare alla giustizia l’autore di un fatto così vile. Seguiamo direttamente gli sviluppi dei dibattiti e sosteniamo azioni coordinate e coerenti per il rispetto del diritto internazionale». Sia Palazzo Chigi sia la Farnesina sono rimasti spiazzati dal comunicato che Londra ha coordinato con Francia, Germania e Stati Uniti. Ma non sarebbe cambiato molto se a Roma avessero capito in anticipo che sul caso Skripal il vento stava cambiando. E questa volta non perché l’Italia da sempre è il meno ostile dei paesi europei nei confronti della Russia, ma anche perché il governo è in una fase di passaggio. Per Vittorio Zucconi, su Repubblica, “se per ora da questa improvvisata alleanza ad hoc sembra esclusa l’Italia forse l’assenza si spiega con la totale incertezza e la confusione politica che regna a Roma, dove i due partiti vincitori delle elezioni hanno scoperte simpatie per Putin, come la Lega, o vivono di acrobazia e ambiguità, come il Movimento Cinque Stelle”.

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