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L’ITC Farma pronta alla sfida “nutraceutica”

Si chiama nutraceutica quella disciplina coniata dallo studioso americano Stephen De Felice nel 1989 che mette assieme la farmaceutica e lo studio consapevole della nutrizione. Parliamo del cosiddetto food o più comunemente degli integratori alimentari che sono diventati un vero e proprio fenomeno che registra ogni anno una crescita esponenziale di produzione e genera un giro d’affari di 3,3 miliardi di euro solo nel nostro Paese.  Il Lazio e la Lombardia fanno da capofila in questo settore strategico sia per produzione che per consumi.   D’altra parte, come diffuso dall’indagine “La filiera italiana dell’integratore alimentare”, presentata recentemente alla Camera dei Deputati, si parla di un mercato che ha conquistato la fiducia non solo dei consumatori, ma anche dei medici che ne prescrivono sempre più l’uso. Tuttavia, la vera eccellenza del Made in Italy in questo settore è rappresentata dal contract manufacturing, ovvero dalla produzione conto terzi, diventato un modello industriale adottato da importantissime multinazionali che guardano all’Italia come una risorsa tra le più competenti al Mondo, a conferma della qualità che il ciclo produttivo esprime.  La ITC Farma, con le nuove nuove tecnologie di cui dispone, con un laboratorio innovativo di sviluppo e ricerca, attraverso il quale sono nate strategiche collaborazioni con la ricerca universitaria, è in grado di soddisfare gran parte delle richieste di mercato inclusa la messa a punto di nuove formulazione nell’ambito nutraceutico. Come spiega il dott. Guglielmo Frontini, direttore dello stabilimento ITC Farma, “con la nostra esperienza decennale e con le nuove strutture di cui ci siamo dotati, la nostra azienda è in grado oggi di aprirsi a nuovi mercati, integrandosi  perfettamente ad ogni esigenza. Oltre alla produzione prevalente della farmaceutica il food rappresenta un segmento importantissimo, sia in termini di sviluppo che di qualità. Oggi nell’area food siamo in grado di trattare 800 chilogrammi di polveri per ogni giornata lavorativa utilizzati per il riempimento di bustine oppure per essere trasformati in compresse o capsule, il tutto poi opportunamente confezionato.  Insomma – conclude Frontini – oggi, attraverso la dinamica intrapresa da importanti investimenti industriali, siamo pronti anche alla sfida della nutraceutica: un mercato sempre più presente nel nostro vivere quotidiano.”