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Primo Piano, economia: appalti in ripresa

Dopo la crisi decennale arrivano segnali di risveglio di appalti e investimenti pubblici a inizio 2019: nei primi due mesi dell’anno la spesa effettiva è aumentata del 16%. Sono soprattutto Regioni e Comuni a spingere la ripresa, mentre la sanità resta ferma e i ministeri arretrano. La ragione del rimbalzo è in una mossa varata a ottobre e completata dalla manovra: lo «sblocco degli avanzi», ossia la liberazione dai vincoli contabili dei soldi che le amministrazioni avevano in cassa senza poterli spendere. II risultato: +84,9% la spesa effettiva in conto capitale delle Regioni nei primi due mesi dell’anno rispetto a gennaio febbraio 2018, e +21,8% nei Comuni. A Palazzo Chigi si susseguono gli incontri tecnici sul decreto sbloccacantieri, che prova faticosamente a prendere forma. La bozza su cui si lavora corre su due binari: le modifiche al Codice appalti, su cui c’è il sostanziale accordo M5S-Lega; e l’elenco delle opere da sbloccare subito, con la nomina dei commissari straordinari. Spunta un primo elenco di opere su cui intervenire. Ma su questa seconda parte i giochi, anche politici, restano aperti. Intanto, a Palazzo Chigi, su input del sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti, si starebbe studiando una modifica, da inserire forse nel decreto sblocca cantieri, che amplierebbe il raggio d’azione del “golden power”, oggi limitato ai casi in cui vengano acquisite partecipazioni azionarie in aziende che operano in settori ritenuti strategici (difesa, tic, energia, tarsporti). L’allargamento agli appalti/forniture consentirebbe teoricamente di intervenire – tra gli altri settori strategici – anche sul 5G e sulle forniture tecnologiche di Huawei e Zte. Ma siamo ancora alle ipotesi tecniche, peraltro secondo alcuni di difficile realizzazione in considerazione delle regole europee.

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