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Primo Piano, economia: Autostrade, l’Ad Castellucci pronto a lasciare

Oggi è il giorno della verità. Giovanni Castellucci si prepara a rimettere il mandato da ceo di Atlantia nelle mani del consiglio di amministrazione della società. Castellucci – sbarcato in azienda nel 2001 – ha sfruttato questa delega a 360 gradi. Ha guidato l’internazionalizzazione e la diversificazione negli aeroporti e nelle infrastrutture. Ha seguito in prima persona la scalata alla spagnola Abertis, andata in porto lo scorso anno (al secondo tentativo) grazie alle sue capacità negoziali e malgrado le barricate della politica di Madrid. A chiamarlo in Atlantia è stato Gilberto Benetton. E al board toccherà decidere come muoversi. Ieri il manager ha chiesto al presidente, Fabio Cerchiai, di convocare un consiglio straordinario e il numero uno ha risposto prontamente mettendo in agenda per oggi pomeriggio la riunione del cda. Riunione che, tra le altre cose, come annunciato dall’azienda, prevede all’ordine del giorno «comunicazioni dell’amministratore delegato». La società, d’altra parte, è nel mirino degli investitori di Borsa da giorni e dopo il -9,38% segnato venerdì 13 settembre, ieri ha perso un altro 7,8% a 20,44 euro, di fatto fermandosi stabilmente sotto quota 21 euro. Paradossalmente, non più tardi di una decina di giorni fa – per l’esattezza il 6 settembre, quando il neo ministro alle Infrastrutture Paola De Micheli aveva allontanato l’ipotesi di una revoca della concessione – il titolo aveva chiuso a quota 24,6 euro, riportandosi sui livelli del 13 agosto, ovvero alla vigilia del dramma di Genova. Ora il titolo è finito nuovamente al tappeto perché sono tornati forti i timori di un intervento deciso sulle concessioni. La convocazione del cda straordinario di Atlantia, fissato per oggi alle 14.30, è una sua precisa richiesta, fa sapere. Il punto da discutere (perché Castellucci a ieri non dava nessun esito per scontato, nessuna decisione per presa) è: come si fa a risolvere l’impasse di Atlantia senza mettere a rischio tutte le partite che il manager sta seguendo «personalmente»? Dall’acquisto di Abertis, alla revisione delle concessioni fino al salvataggio di Alitalia, tutti questi delicatissimi dossier, è il ragionamento, non possono cambiare mano all’improvviso senza che ne siano compromessi gli equilibri.

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