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Primo Piano, economia: Bankitalia, la difesa di Tria

Il governo punta a mettere le mani sulle riserve auree per evitare la manovra correttiva. Che l’idea sia condivisa tra i due partiti di maggioranza lo prova che due mesi dopo il post di Grillo, il leghista Borghi ha depositato una proposta di legge sull’oro posto a garanzia dalla Banca quando l’Italia aveva una sua moneta sovrana che lo porrebbe sotto la diretta proprietà dello Stato. Fantafinanziaria? Non proprio, almeno a sentire le fonti politiche e tecniche del Tesoro che intrecciano la vicenda dell’oro al braccio di ferro scatenato dal M5S sulla riconferma di Luigi Federico Signorini a vicedirettore generale, colpevole per i grillini di aver criticato il reddito di cittadinanza e riforma delle pensioni, Quota 100, e di non aver vigilato abbastanza sulle ultime crisi bancarie. Una sostituzione coatta che secondo il ministro dell’Economia Giovanni Tria sarebbe la prova di un’invasione della politica nelle prerogative del governatore e che minerebbe il principio fondante dell’Istituto di vigilanza: «L’indipendenza di Bankitalia va difesa, mi sono già espresso», dice il ministro. E mentre il Quirinale tace, ansioso di capire se Giuseppe Conte si farà trascinare dalle convinzioni politiche dei suoi vice, Di Maio dà per scontata la decisione: «Conte non può opporsi, è espressione del M5S e presidente del Consiglio di un governo politico. Sa bene che Signorini rappresenta la continuità. Se ci chiedono un parere sul rinnovo io dico no. C’è bisogno di discontinuità, ma non è un attacco a Bankitalia e alla Consob, non c’è alcun fronte aperto ma solo mantenere una promessa agli italiani, perché questo governo mette insieme due forze politiche che hanno sempre detto che se esistono centinaia di migliaia di risparmiatori sul lastrico è perché le istituzioni che dovevano controllare i prodotti finanziari e gli istituti di credito non hanno fatto il loro dovere». Salvini gli dà ragione: «Sono d’accordo, guardare avanti è il minimo. Chi è pagato per vigilare e non vigila deve cambiare, ci sono mega stipendi e mega dirigenti, ma non mi sembra siano stati molto efficaci».

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