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Primo Piano, economia: Bce

Un aneddoto forse apocrifo su John Maynard Keynes vuole che, a chi gli faceva notare un’incoerenza, un giorno l’economista inglese abbia risposto: «Quando i fatti cambiano, io cambio idea». A quanto pare i fatti sono cambiati anche per un economista lontano da Keynes come Jens Weidmann, presidente della Bundesbank, perché anche lui sembra aver aggiornato il proprio parere. Lo ha fatto sul punto che più ha segnato i suoi scontri con Mario Draghi, dal 2011 presidente della Banca centrale europea. Ormai Weidmann concorda con l’italiano su un punto vitale: alla Bce spetta il ruolo di prestatore di ultima istanza nell’area euro. Spiega una persona molto vicina al presidente della Bundesbank che questi, oggi, ha una posizione chiara: riconosce come legittimo lo strumento che permette alla Bce di lanciare interventi potenzialmente illimitati a difesa di un Paese sotto attacco sui mercati. Non è un dettaglio da poco, specie per un Paese fragile come l’Italia.

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