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Primo Piano, economia: Bce, tassi fermi più a lungo

Tassi che resteranno sui livelli attuali «almeno fino alla prima metà del 2020» e non più fino alla fine del 2019, dunque un’estensione della forward guidance di sei mesi. Nuove operazioni mirate di rifinanziamento TLTRO III a condizioni variabili leggermente più generose di quanto avesse sperato il mercato, ma meno della seconda serie. Ed una Bce pronta ad andare oltre con taglio ulteriore dei tassi e un nuovo Qe, «pronta ad agire e reagire, determinata ad usare tutti gli strumenti» che sono sempre validi e disponibili per contrastare ulteriori peggioramenti dei fattori esogeni in un quadro di «persistenti incertezze». Nonostante un secondo e terzo trimestre di quest’anno con dati economici in arrivo più «deboli», la situazione non desta allarme, «non c’è alcuna probabilità di deflazione e la probabilità di recessione è bassa», ha rassicurato il presidente Mario Draghi, mantenendo il tutto in equilibrio. II Consiglio direttivo della Bce, in trasferta ieri a Vilnius dove tutte le decisioni sono state prese all’unanimità, affila le armi, perchè non c’è aria di normalizzazione. «Non siamo interlocutori della Commissione Ue né del Consiglio ma ritengo che nessuno abbia chiesto una rapida riduzione del depito/Pil all’Italia che sappiamo tutti essere impossibile». Il presidente della Bce ha risposto così a una domanda al termine del consiglio direttivo, e indirettamente richiama il governo gialloverde alle sue responsabilità, spiegando che serve «piuttosto un piano di medio termine che sia credibile come le azioni che seguiranno per attuarlo».

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