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Primo Piano, economia: BCE

«Nei prossimi anni assisteremo a una congestione nel funding,causata dalla scadenza delle esistenti operazioni Tltro e di rilevanti quantità di bond bancari, ma anche da vari adempimenti regolamentari». Difficilmente Mario Draghi poteva essere più esplicito nello spiegare ieri perché la Bce avesse deciso di dare un seguito alle operazioni di rifinanziamento a tassi agevolati e finalizzate alla concessione di credito all’economia reale in scadenza nei prossimi mesi. Spesso però una simile franchezza, oltre a sottolineare i pur noti punti deboli, finisce per condizionare lo stesso andamento dei mercati. Di sicuro quelli azionari che ieri, dopo un’iniziale fiammata all’annuncio della nuova Tltro, hanno finito per tornare sui propri passi e chiudere in ribasso, nonostante l’Eurotower abbia in fin dei conti messo in campo misure espansive superiori alle attese. La situazione dell’economia deve essere piuttosto grave se Mario Draghi, sorprendendo un’altra volta mercati, rinvia l’uscita di scena della Bce in soccorso della zona euro. I tassi di interesse resteranno al livello corrente, cioè a zero, «almeno per tutto il 2019», ha affermato il presidente al termine della riunione di politica monetaria della banca centrale europea. Finora la Bce invece aveva indicato un’inversione di tendenza, con il primo rialzo, già in estate. Inoltre, l’Eurotower lancia un nuovo stimolo per le banche, offrendo un altro round (il terzo) di prestiti agevolati (Tltro), per garantire liquidità agli istituti e, quindi, incentivare il credito a famiglie e imprese.

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