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Primo Piano, economia: Consob, dimissioni Nava

Mario Nava si è dimesso dalla presidenza della Consob dopo le pressioni di Lega e 5 stelle che gli chiedevano di rinunciare al “comando” per ragioni di servizio (concesso non senza difficoltà dalla Commissione Ue) e di mettersi in aspettativa. Nava si è invece dimesso, con il collegio Consib riunito d’emergenza per accoglierne l’addio. La richiesta di dimissioni per “sensibilità istituzionale” da parte dei quattro capigruppo di Camera e Senato dei due partiti di maggioranza, ha spiegato Nava, “sono un segnale chiaro e inequivocabile di totale non gradimento politico”, che “limita l’azione della Consob in quanto la isola e non permette il raggiungimento degli obiettivi”. “Ora un servitore dello Stato e non della finanza internazionale”, commenta invece il vicepremier Di Maio. Mentre Matteo Renzi parla di “danno enorme alla credibilità dell’Italia, questo è un governo di cialtroni”.

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