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Primo Piano, economia: conti pubblici

Il ministro dell’economia Giovanni Tria ha chiuso la tre giorni del forum Ambrosetti con il messaggio più distensivo e attraente possibile verso chi fa impresa o investe. “È inutile cercare 3 miliardi in più di deficit se poi ne perdiamo altrettanti sul mercato”, con il rialzo dei differenziali tra il Btp e il bund, da metà maggio raddoppiati a 270 punti base. “Le riforme annunciate dal governo hanno una prospettiva di legislatura. Non puntiamo a farne partire una senza le altre: sarebbe una manovra squilibrata che non considera rafforzamento, stabilità sociale, avvio della riforma fiscale, lancio del grande piano di investimento come parti che si tengono. Non tutto si può fare subito”. L’intervento del guardiano dei conti pubblici mostra la faccia istituzionale dell’esecutivo in vista del bivio di fine settembre sul Def e legge di Bilancio. “Negli ultimi 10 anni – ricorda Tria – costantemente l’Italia cresce di circa 1 punto in meno della media dell’economia europea: puntiamo a dimezzare il gap già nel 2019”. Intanto Barbara Lezzi, tra i ministri di punta nella delegazione Cinque Stelle al governo, annuncia: “Nessun condono per gli evasori milionari. E la Tap non è strategica”.

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