Privacy Policy Primo Piano, economia: Decreto Ristori e ipotesi decreto Ristori-bis – Agenzia Data Stampa

Primo Piano, economia: Decreto Ristori e ipotesi decreto Ristori-bis

Il governo ha messo sul piatto 170 miliardi di euro nel biennio 2020-21 per sostenere l’economia alle prese con l’emergenza Covid. Ma se fosse necessario l’esecutivo sarebbe pronto ad uno sforzo ulteriore. E la platea dei destinatari ristori potrà essere allargata in tempi rapidi, in caso arrivino restrizioni per altri settori. Roberto Gualtieri fa il punto della situazione sullo stato dei conti pubblici, garantendo che le casse dello Stato potrebbero sopportare nuovi interventi: «La manovra mette da parte risorse per un inizio anno difficile, risorse per sostenere ulteriori ristori. Valuteremo se sono sufficienti». Una apertura in piena regola, seguita da un ragionamento più articolato. «Come ho sempre detto – ha ribadito Gualtieri – se sarà necessario, a seconda dell’evoluzione della pandemia, dell’andamento dell’economia e delle misure di contenimento avere delle risorse aggiuntive ci saranno ma noi partiamo con uno stanziamento molto significativo». Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha anticipato, in buona sostanza, un decreto Ristori-bis per fronteggiare le ricadute negative in ambito economico del nuovo lockdown. Il concetto è stato ribadito dal ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, nel corso della riunione con Regioni ed enti locali. «Saremo al vostro fianco con ogni forma di sostegno», ha affermato lasciando, in pratica, ampia libertà ai governatori di decidere forme di lockdown più restrittive di quelle che saranno stabilite a livello centrale. Anche il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, si è esposta in questa direzione in uri intervista a Repubblica. «Prorogheremo la cassa-Covid alle imprese che finiranno tutte le ulteriori 12 settimane anche oltre il mese di marzo, se ancora in difficoltà: vedremo se con o senza blocco ulteriore dei licenziamenti, dipende da come evolverà la pandemia», ha dichiarato spiegando che per «turismo, spettacoli, fiere, eventi, commercio, tanto per cominciare che fanno fatica e si riprenderanno più a lungo termine siamo pronti a prorogare la cassa-Covid anche a tutto giugno». Al momento, tuttavia, nessuna misura è stata messa nero su bianco né sono state fornite ulteriori indicazioni alle parti sociali. «Spero che gli aiuti siano concreti e sostanziosi perché altrimenti decine di migliaia di aziende porteranno i libri in tribunale», dice al Giornale, Roberto Calugi, direttore generale di Fipe-Confcommercio, la federazione dei pubblici esercizi, fortemente colpiti dalle chiusure anticipate. Pure Confindustria è in posizione di attesa dopo aver raggiunto un accordo sul prolungamento della cassa-Covid con versamenti a carico dello Stato. Quindi spetterà all’esecutivo fare la prima mossa. Gualtieri ha specificato che «entro una settimana al massimo» la legge di Bilancio arriverà in Parlamento e lo slittamento dei tempi è più che comprensibile in quanto bisognerà far quadrare i conti con il deficit aggiuntivo di oltre 5 miliardi per il dl Ristori.

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