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Primo Piano, economia: Dl Crescita

Il Sole 24 Ore: La Lega rilancia da subito sul calo delle tasse e il taglio al cuneo fiscale con la riduzione di 600 milioni dei contributi Inail che diventano strutturali e senza andare a incidere sulla formazione delle imprese. Non solo. Come promesso la scorsa settimana dal sottosegretario leghista all’Economia, Massimo Bitonci, si riaprono fino al 31 luglio prossimo i termini scaduti il 30 aprile per aderire alla rottamazione delle cartelle e al saldo e stralcio, la sanatoria per omessi versamenti riservata a chi è in difficoltà economica con un Isee fino a 20mila euro. Il pacchetto di correttivi messi a punto dal Carroccio, come annunciato ieri dal viceministro all’Economia Massimo Garavaglia, sono stati tutti già depositati trai 1.275 emendamenti al Dl crescita presentati nelle commissioni Finanze e Bilancio in discussione alla Camera (il termine è scaduto ieri alle 18). Sul versante Flat tax si segnala invece il viceministro Castelli: “Pensavamo di partire già con la scorsa legge di bilancio, poi siccome le risorse non bastavano si è scelto di puntare per il primo anno su quota cento e il reddito di cittadinanza. Siamo tutti consapevoli che la flat tax ci sarà, e per quel che riguarda noi che lavoriamo sulla parte tecnica, che dovrà essere graduale. Anche nel nostro programma peraltro c’era l’idea di ridurre le tasse a tre scaglioni concentrandoci sul ceto medio. Ecco, si inizia così, poi se le cose migliorano si possono ridurre ulteriormente le aliquote più alte. La tassa piatta tutta di un colpo in questo momento non possiamo permettercela, perché costa tantissimo”. Il fronte degli industriali: Vincenzo Boccia ieri a Napoli. L’occasione è l’ultima tappa del road show di Confindustria organizzato proprio per diffondere il documento «Riforme per l’Europa, le proposte delle imprese». Ventotto pagine preparate in vista del voto europeo del 26 maggio, per discutere del futuro della Ue con gli imprenditori e con politici, parlamentari e nuovi candidati. «Abbiamo un’Europa – ha precisato Boccia – che è un gigante economico, primo mercato al mondo, primo importatore, primo esportatore. Ma deve diventare anche un gigante politico. Cosi l’Italia: deve uscire dalla condizione di assenza di visione e diventare centrale tra Europa e Mediterraneo».

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