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Primo Piano, economia: Flat-tax: nuovo scontro Di Maio-Salvini

Luigi Di Maio che se la prende con la Lega che annuncia la flat tax sui giornali, perché «destabilizza». Matteo Salvini che tira dritto sulla manovra anticipata e il maxi sgravio fiscale per le famiglie, e accusa Bruxelles. Il momento delle decisioni si avvicina, tanto che potrebbe svolgersi domani il vertice tra il premier Giuseppe Conte e i vice Luigi Di Maio e Matteo Salvini per decidere come fronteggiare il rischio della procedura Ue. Ma tra M5S e Lega continuano a crescere le tensioni. Il segretario della Lega ha rilanciato ieri, sempre più convintamente, l’idea di una legge di Bilancio 2020 anticipata rispetto alla scadenza naturale di fine ottobre, con un taglio delle tasse da almeno 15 miliardi, ed assicurando di «aver già trovato i fondi». Ma il leader del M5S continua a domandarsi dove sono queste risorse, contestando il metodo e chiedendo «unità». «Ogni volta che si prova a scrivere una manovra a mezzo stampa o a trovare io miliardi a mezzo stampa, l’unica cosa che si fa è indebolire il governo» dice Di Maio. II timore del leader, ma anche della base del M5S, è che lo strappo di Salvini sulla flat tax, proprio mentre si sta negoziando con la Ue il modo di evitare una procedura di infrazione per il debito pubblico fuori linea, sia solo un pretesto per far saltare il tavolo del governo. La Lega punta su almeno 5 miliardi di nuove entrate fiscali nel 2019. Poi in 10 miliardi dalla revisione delle tax expenditures e, in particolare, dalla cancellazione degli 80 euro di Renzi. Il bonus in busta paga è da tempo nel mirino del ministro Giovanni Tria che lo classifica tra le «spese fiscali» che complicano il quadro delle finanze pubbliche e pensa possa essere sostituito da altre agevolazioni fiscali. Unico problema, la flat tax non esaurisce la manovra della prossima legge di Bilancio. La più pesante della storia repubblicana, ha ricordato ieri Renato Brunetta di Forza Italia. La cifra è enorme 40-45 miliardi. «Ricorda – sottolinea Brunetta – quella monstre da 90 mila miliardi di euro del 1992 approvata dal Governo tecnico guidato da Giuliano Amato». Una cifra che la prossima le y: e di Bilancio raggiunge solo con la sterilizzazione degli aumenti Iva (23,1 miliardi) e con la copertura delle spese obbligatorie.

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