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Primo Piano, economia: manovra, bocciatura Ue più vicina

«Rischi considerevoli per i target della manovra, specie dopo il 2019». E ancora: «I dettagli della politica di bilancio e la messa in pratica rimangono un elemento chiave della nostra valutazione sul rating sovrano». Risultato: dall’attuale «BBB», cioè due gradini sopra il livello «spazzatura» con prospettive negative, dopo la manovra economica il giudizio sull’Italia potrebbe peggiorare. La nota dell’agenzia di rating Fitch arriva in serata, proprio mentre a Palazzo Chigi il premier Giuseppe Conte riceve i vertici delle società partecipate per una cabina di regia sugli investimenti. Fitch prevede che il rapporto deficit/Pil nel 2020 in Italia si assesterà vicino al 2,6% e non al 2,1 come invece scritto nella Nota di aggiornamento al Def: «I nuovi obiettivi di deficit dell’Italia – scrive l’agenzia – comportano rischi fiscali» e, visto che «il processo per la messa a punto del bilancio ha messo in luce tensioni dentro la coalizione di governo», ci sono «rischi consistenti per gli obiettivi, in particolare dopo il 2019». Ma per Conte e i suoi vicepremier le cose non stanno così. Anzi. Il presidente del Consiglio non è preoccupato per uno spread fuori controllo: «Non consideriamo assolutamente questa possibilità, perché conosciamo così bene i fondamentali della nostra economia e siamo fiduciosi che lo spread potrà scendere e sarà tutto sotto controllo». Intanto, la Commissione europea sta attendendo a pie’ fermo la Finanziaria per il 2019, che il governo italiano dovrebbe inviarle entro il prossimo 15 ottobre, così come stabilito dalle regole comunitarie. Salvo cambiamenti in corso d’opera, il bilancio programmatico, se confermasse un deficit nominale del 2,4% del Pil, rischia di essere rimandato al mittente perché in violazione del Patto di Stabilità. L’atteggiamento europeo nei confronti di Roma è più rigido che in passato. Bruxelles non ha voluto commentare ieri il giudizio negativo che l’Ufficio parlamentare di Bilancio ha dato del Documento economico e finanziario per via di stime di crescita troppo ottimistiche.

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