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Primo Piano, economia: manovra, resa dei conti nel governi

«O si mettono nella legge di bilancio le tre proposte che per noi sono imprescindibili – intervenire sul piano anti evasione, sull’obbligo del Pos e sulla flat tax agli autonomi – o non esiste la manovra». Più chiaro di così, Luigi Di Maio non poteva essere. Lo scrive su Facebook, provocando di nuovo Giuseppe Conte e il Pd. E infatti questa volta Nicola Zingaretti non si contiene: «Saremo molto responsabili e diciamo agli alleati: si può andare avanti, ma nessuno ricominci a mettere bandierine sull’identità, perché gli italiani sono stanchi. Bisogna mantenere la parola, sennò si arrabbiano e ci sarà una rivolta. Questa manovra è stata votata in Consiglio dei ministri. Nessuno faccia il furbo, basta polemiche o il governo viene meno». Zingaretti si schiera con Conte, scrive Repubblica. Mentre il premier si prepara al vertice di maggioranza di oggi consapevole dei rapporti sempre più difficili con Di Maio. Il Corriere: iI tentativo del premier, Giuseppe Conte, stretto fra le richieste dei 5 Stelle e di Italia viva, è di evitare troppi cambiamenti, altrimenti il decreto fiscale e il disegno di legge di Bilancio dovranno tornare di nuovo in Consiglio dei ministri prima di essere inviati in Parlamento. Contrario a stravolgimenti è anche il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, impegnato a preservare i saldi di finanza pubblica anticipati a Bruxelles. Intanto il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, dice al Tg1: «Gli obiettivi di favorire la crescita e di riduzione del debito sono da condividere». Furlan, segretario generale Cisl, dice che per ora non si sente tradita. «Lo sarò se il governo assumerà indirizzi diversi dalle priorità concordate con Cgil, Cisl e Uil».

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