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Primo Piano, economia: note di aggiornamento al Def

Sono ore di febbrili negoziati per elaborare entro la settimana la nota di aggiornamento al Def (Documento di economia e finanza) che prelude alla legge di bilancio. La cronaca però è catalizzata da una novità che accade lontano da Roma. In Francia il governo conferma il taglio delle tasse pari a 24,8 miliardi di euro, una misura, voluta da Emmanuel Macron per dare una spinta all’economia, finanziata con l’aumento del rapporto tra il deficit e il Pil, dal 2,6 al 2,8%. Una mossa che presta a Di Maio la sponda per la strategia dei prossimi giorni. Il vice premier e ministro dello Sviluppo Economico parla di infatti di «manovra del popolo» che «aiuta gli ultimi e fa la guerra al potenti». Dopo il pressing di Lega e 5 stelle, il ministro dell’Economia avrebbe fatto qualche timida apertura sul numero del rapporto deficit/Pil da inserire nella Nota e nella manovra. L’1,6 è la cifra base. Il Tesoro pensa che si potrebbe sfiorare il 2, soglia psicologica per la maggioranza gialloverde e soprattutto per Di Maio, solo a una condizione: usare lo scostamento in favore degli investimenti. «Auspichiamo di non esagerare con il ricorso al deficit, perché significa più debito pubblico per il paese», ha detto il presidente di Confindustria.

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