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Primo Piano, economia: piano Conte

Corsa contro il tempo per salvare l’Italia dalla procedura d’infrazione. La quadra ancora non c’è, ma il governo giallo-verde tenterà di trovarla oggi con l’ennesimo, e forse non risolutivo, vertice di maggioranza sulla manovra stroncata da Bruxelles e in parte da riscrivere. La Camera avvia la discussione generale e oggi sarà posta la fiducia su una sorta di testo civetta: quello “vero” sarà presentato solo la settimana prossima al Senato in un timing ormai serratissimo. La carta che il premier Conte vorrebbe giocarsi porta ad un rinvio del reddito di cittadinanza. L’altro caposaldo della “nuova” manovra dovrebbe portare all’introduzione di una più limitata finestra temporale, per consentire a chi raggiunge quota 100 di andare in pensione. Luigi Di Maio non ne vuole sentire parlare di spostare l’avvio del reddito di cittadinanza a metà del 2019, dopo le elezioni Europee. E con lui Matteo Salvini, che segue la scia dell’alleato per non affondare la coalizione.  Più semplice invece il discorso sulle pensioni, la vera riforma che spaventa Bruxelles. Perché la riforma della Quota 100 avrà meccanismi che la renderanno meno appetibile e meno costosa. Ci saranno le penalità per chi non avrà tutti i contributi e vorrà andare prima in pensione, ma soprattutto il divieto di cumulo tra pensione e un altro lavoro scoraggerà molti italiani. Salvini dice che comunque lo smantellamento della Fornero partirà da febbraio ma fatti due conti potrebbe costare anche più di 2 miliardi in meno di quanto previsto.

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