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Primo Piano, economia: rapporti commerciali Italia – Francia

«Si è superato il limite. Non hanno ancora capito che stanno al governo e che l’opposizione è finita. Il loro comportamento è incomprensibile, crea disagio al paese e soprattutto all’economia. E’ una situazione inedita per la storia della nostra Repubblica». Il presidente della Confindustria Vincenzo Boccia fa emergere tutta la sua irritazione per la crisi diplomatica in atto tra la Francia e l’Italia, scoppiata dopo che il leader dei Cinque Stelle Luigi Di Maio ha incontrato alcuni esponenti dell’ala dura dei gilet gialli. Presidente, come si spiega questo atteggiamento del governo italiano? «E inspiegabile. Il lunedì c’è chi parla da ministro e il martedì lo fa da leader del M5S. Salvini prova a normalizzare un Di Maio che continua a non arretrare. Che cosa non si fa per prendere consenso… Io mi appello al presidente del Consiglio Giuseppe Conte perché normalizzi il rapporto dell’Italia con un grande Paese come la Francia. Tutta questa situazione serve solo a confondere gli italiani». La Francia, per l’Italia, non è solo il più grande vicino a cui ci legano due millenni di storia e cultura. Nel 2018 è, in modo misurabile, la principale fonte di lavoro e prosperità per l’Italia fuori dal confini. Più della stessa Germania, in molti sensi più degli Stati Uniti. Eppure pochi nel Paese sembrano rendersene conto quando contro Parigi si giocano intere battaglie politiche o campagne elettorali. La République aggiunge ogni anno una grossa fetta al Prodotto interno lordo dell’Italia e per nessun aspetto ciò è vero come negli scambi. Fra i due Paesi di lingua neo-latina è nettamente il nostro ad avere i maggiori vantaggi nel commercio bilaterale

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