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Primo Piano, economia: sforamento dello spread

Finora l’aumento dei tassi d’interesse sui nostri titoli pubblici ha avuto un impatto limitato sul costo del denaro per i prestiti a famiglie e imprese, «grazie all’ampia liquidità delle banche e al miglioramento dei loro bilanci», in futuro non sarà così. «Segnali di tensione stanno emergendo», avverte il Governatore Ignazio Visco. Secondo le indagini condotte da Bankitalia c’è stato infatti un irrigidimento delle «condizioni di credito», che ha penalizzato soprattutto le piccole imprese, sulle quali si scarica «l’aumento del costo della raccolta bancaria e del deterioramento delle prospettive economiche nel lungo periodo». C’è quindi la possibilità concreta che un alto premio di rischio sui titoli di Stato finirebbe inevitabilmente per «colpire» l’economia reale. Visco non si spinge oltre ma non è un mistero che sullo spread incida e molto anche la situazione politica. E la politica italiana ha risposto in diversi modi. Conte confida che con la fine della campagna elettorale si concluda anche il braccio di ferro tra i suoi due vice, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Un auspicio che è anche del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. Ma anche lo stesso Visco prima e Di Maio dopo, e lo stesso ministro Tria fino al ministro delle Finanze austriaco hanno richiamato Matteo Salvini a maggior cautela nella sua crociata contro l’Unione. Se l’obiettivo era coalizzare tutti contro la sua narrazione e polarizzare il dibattito, il leader del Carroccio ci è riuscito anche stavolta. La scadenza del 26 maggio è vicina, e Salvini sente l’urgenza di recuperare i consensi persi con il caso Siri. Ma in mezzo ci sono le sorti del terzo debito pubblico del mondo e il giudizio di chi in ogni angolo del pianeta ogni giorno compra e vende i titoli a garanzia di quel debito. Negli uffici delle grandi banche d’affari, le uscite del leader leghista sono sale per la speculazione: due giorni fa un singolo ordine partito da una sala operativa asiatica ha fatto schizzare il rendimento di cinque punti. Ieri con un certo imbarazzo il ministro del Tesoro ha varcato la soglia dell’Eurogruppo, la riunione periodica dei ministri della moneta unica. Quando può, Tria se ne guarda bene dal fare sgambetti ai due azionisti di maggioranza. In questo caso la situazione glielo impone.

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