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Primo Piano, economia: tasse salite al 38%

Strappo della pressione fiscale nei primi tre mesi dell’anno. II rapporto tra entrate tributarie e contributive è salito a quota 38 per cento contro il 37,7 per cento dello stesso periodo dello scorso anno: è dal 2015 che non si vedeva una tensione così marcata nel primo periodo dell’anno. I dati, diffusi ieri dall’Istat, potrebbero mettere in pericolo l’obiettivo fissato dal Def per il 2019 di una pressione fiscale in media d’anno pari al 42 per cento e in discesa di un solo 0,1 dal 2018. La notizia, è stata stigmatizzata dalle opposizioni, da Zingaretti, a Berlusconi a Giorgia Meloni: l’aumento delle tasse, dovuto probabilmente ai maggiori incassi dell’Iva, sconfessa uno dei pilastri della politica del governo che in questi giorni con Salvini tambureggia con la necessità di una flat tax che ieri peraltro la Corte dei Conti ha criticato rilevando che «senza coperture ci sarebbero ripercussioni gravi». «Ecco la certificazione che questo governo a trazione Cinque stelle sta facendo male al Paese», ha commentato il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi. Un tema che preoccupa anche la Corte dei Conti. «Nel nostro Paese al problema della sostenibilità e del rientro del debito si affianca quello della sostenibilità della pressione fiscale», ha spiegato il procuratore generale, Alberto Avoli, rilevando che «mettere mano dunque al riassetto delle tasse e dei tributi può considerarsi una priorità da portare avanti attraverso ponderate ed equilibrate strategie di lungo respiro».

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