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Primo Piano, economia: vigilanza banche

La Vigilanza bancaria avrebbe inviato una missiva alle banche italiane nello scorso mese di dicembre contenente una deadline per ogni istituto per azzerare gli Npl, orizzonte che mediamente si aggirerà attorno al 2026. La richiesta di Francoforte sui crediti deteriorati emersa venerdì con il caso Mps, a cui la Vigilanza ha imposto di azzerare il peso degli Npl in portafoglio entro sette anni, non è insomma isolato. Ma se è vero che la Vigilanza Bce ha rivolto l’invito di alzare progressivamente le svalutazioni sui crediti deteriorati a tutte le banche europee, è anche vero che il tema riguarda da vicino soprattutto il settore italiano del credito, su cui pesa il fardello più rilevante dei crediti deteriorati su scala europea. Intanto, proprio sul fronte italiano, si va concreto il rischio che i cinquecento milioni di euro stanziati nella manovra per rimborsare i risparmiatori vittime dei crac bancari possano finire congelati fino al 2020 per un contenzioso con l’Europa. Una beffa che il governo avrebbe potuto evitare ascoltando il parere tecnico formulato dagli esperti del Tesoro lo scorso dicembre, alla vigilia delle modifiche alla legge di Bilancio, come risulta da un documento datato 16 dicembre nel quale l’ufficio di coordinamento del ministero dell’Economia metteva in guardia dal rischio di una procedura d’infrazione per alcune norme tecnicamente sballate, invitando l’esecutivo a non recepire alcune modifiche alla legge di Bilancio contenute in un emendamento dei 5S. ma il governo decise di estendere comunque la platea dei rimborsi a microimprese e onlus.

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