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Primo Piano, politica estera: Angela Merkel

Angela Merkel ha lavorato per la Stasi, la polizia segreta che spiava i cittadini della Germania Est? La domanda non è nuova. Chi mette il nome della cancelliera su Google, inciampa quasi subito sulla sigla IM Erika, dove IM sta per Inoffizielle Mitarbeiterin, collaboratrice non ufficiale, la sigla con cui la Stasi indicava gli informatori che non erano suoi agenti. Secondo una folta schiera di complottisti, Erika sarebbe il nome di copertura di Angela Merkel nella sua attività di delazione. C’è qualcosa di vero o è una fake news? Una cosa è certa: gli archivi della Stasi non hanno mai pubblicato documenti che suffragassero il sospetto. La risposta alle diverse richieste pervenute è stata che «la premessa per il rilascio è che ci sia una documentazione sul lavoro da IM». E ancora: «Altro tipo di documenti possono essere presi in visione solo con il consenso dell’interessato». Detto altrimenti, non ci sono carte che dimostrino che Angela Merkel fosse informatrice dei servizi. «Il che però non significa che non ci siano mai state», spiega Hubertus Knabe, in un saggio dedicato al tema e pubblicato ieri sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung.

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