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Primo Piano, politica estera: Brexit, May gioca la sua ultima carta

Theresa May ha giocato la sua ultima carta ma potrebbe comunque perdere la partita. La premier britannica, che si è detta pronta alle dimissioni pur di far approvare l’accordo di recesso concordato con l’Unione Europea, intende ripresentarlo in Parlamento oggi per il terzo voto. Sará difficile peró trovare una maggioranza dei deputati a favore. Una trentina di deputati conservatori pro-Brexit hanno cambiato idea e oggi sosterranno l’accordo, ma altri sono rimasti sulle loro posizioni per solidarietá con il Dup. Il partito unionista nordirlandese infatti, che con i suoi dieci deputati garantisce la maggioranza in Parlamento al Governo, ieri ha ribadito che voterà contro e non ha voluto neanche partecipare a negoziati dell’ultima ora. La May ha bisogno di almeno 75 voti in più dell’ultima volta per evitare una terza sconfitta in Parlamento. Ma, attenzione, andrà ai voti solo mezzo accordo, cioè il cosiddetto “withdrawal agreement” (“accordo di recesso”), che include le misure concordate con l’Europa su protezione diritti cittadini Ue in Uk e viceversa, transizione fino a dicembre 2020, la “tassa” di circa 40 miliardi da pagare all’Ue e soprattutto il famigerato “backstop”, cioè la clausola imposta dall’Ue sull’Irlanda del Nord che rimarrebbe agganciata all’Europa in caso di disaccordi sul confine irlandese. Tutto il resto quindi, ovvero la “political declaration” allegata al primo testo ma in questo caso non vincolante e che delinea i rapporti futuri, economici e commerciali tra Ue e Regno Unito rimarrebbe fuori dal voto di oggi e dovrebbe essere approvato in un secondo momento.

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