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Primo Piano, politica estera: Brexit, No Deal più vicino

Theresa May getta la spugna: la premier britannica ha ammesso ieri che non c’è «sostegno sufficiente» per il suo accordo con l’Europa sulla Brexit. E dunque non tenterà oggi, per una terza volta, di far approvare l’intesa da un Parlamento recalcitrante. Allo stesso tempo, la May ha escluso di volere un no deal, un divorzio catastrofico dalla Ue, senza accordi: ma non vuole neppure annullare la Brexit, né protrarla all’infinito costringendo la Gran Bretagna a partecipare alle elezioni europee di maggio. E allora la via di uscita passa per una porta molto stretta: perché la Ue ha concesso una dilazione fino al 22 maggio solo se nel frattempo Londra avrà dato via libera all’accordo. Altrimenti c’è tempo solo fino al 12 aprile per trovare una soluzione: in mancanza della quale, scatta automaticamente il no deal. Un esito che, dicevano ieri da Bruxelles, sta diventando «altamente probabile» e per il quale i Paesi europei si dicono preparati.

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