Privacy Policy

Primo Piano, politica estera: Cina, nuovo giro di vite sull’autonomia di Hong Kong

La Cina sta preparando una nuova stretta per tenere sotto controllo Hong Kong. La nuova legge sulla sicurezza nazionale per l’ex colonia britannica è una risposta alle proteste pro-democrazia (e contro Pechino) che l’anno scorso hanno portato allo scontro violento con le autorità e la polizia filocinesi, facendo precipitare la città nella crisi sociale più turbolenta da quando, nel 1997, è tornata a far parte della Cina. Ed è anche un segnale agli Stati Uniti, accusati dai leader cinesi di volere destabilizzare il Paese. Immediata la risposta di Donald Trump: «Non so di cosa si tratti perché nessuno ancora lo sa, ma se accade, reagiremo con molta forza», ha detto il presidente Usa da Washington. Mentre l’Unione europea ha richiamato la Cina al «rispetto del principio un Paese, due sistemi». Le nuove misure restrittive saranno presentate durante il Congresso nazionale del popolo, che si apre oggi nella Grande sala del popolo di Pechino. E che, dopo essere stato posticipato di tre mesi per la pandemia, avrebbe dovuto concentrarsi sulla strategia per risollevare l’economia che a causa del Covid-19 è crollata del 7% nel primo trimestre. Da anni Pechino voleva che Hong Kong, Regione Amministrativa Speciale, si adeguasse alla «Legge sulla Sicurezza nazionale» in vigore nella Repubblica popolare. L’anno scorso la meno dirompente legge sull’estradizione aveva acceso la miccia della ribellione. Bisognerà vedere se ora l’opposizione di Hong Kong avrà la forza di uscire dal letargo virale: l’occasione potrebbe essere il 4 giugno, anniversario della repressione sanguinosa di Tienanmen. Hong Kong è l’unica città cinese dove la gente si riunisce in pubblico per ricordare le vittime. Perché Xi ha ordinato questa accelerazione dirompente? Il Congresso normalmente vive il momento di massimo (se non unico) interesse nell’annuncio dell’obiettivo di crescita. Quest’anno, con la devastazione causata dal coronavirus, i pianificatori di Pechino sembrano incerti, tentati di soprassedere per timore di indicare una previsione di espansione del Pil troppo bassa e deprimente, o troppo alta e irrealizzabile. Riaccendere il fronte Hong Kong potrebbe anche essere un diversivo.

,