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Primo Piano, politica estera: Elezioni alla Fao

L’Italia rischia di fare un altro sgarbo agli Stati Uniti sulle questioni concrete della politica estera, dopo l’adesione alla nuova «Via della Seta», il mancato riconoscimento di Guaidò in Venezuela, il taglio degli aerei F35, le relazioni pericolose con la Russia, se appoggiasse il candidato cinese alla direzione della Fao. E questo proprio alla vigilia della visita del vice premier Matteo Salvini alla Casa Bianca. La Food and Agriculture Organization, l’organismo dell’Onu basato a Roma che si occupa di agricoltura, cibo e lotta alla fame nel mondo, deve scegliere il successore al brasiliano José Graziano da Silva. Il primo voto è previsto il 23 giugno, e dopo il ritiro del candidato camerunense Médi Moungui, e ieri di quello indiano Ramesh Chand, in corsa sono rimaste tre persone: il cinese Qu Dongyu, il georgiano Davit Kirvalidze, e la francese Catherine Geslain Lanéelle.

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