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Primo Piano, politica estera: il caso dei missili francesi in Libia

Quando i soldati di Haftar sono scappati da Gharyan lasciando il cibo nei piatti, hanno abbandonato anche quattro missili anticarro Javelin di produzione americana. Sono armi speciali in grado di distruggere con precisione carri armati o anche elicotteri a bassa quota. Il dipartimento di stato americano si è messo a investigare per capire di chi sono i missili, perché l’America li vende con un divieto esplicito di cederli oppure di venderli a terzi (proprio perché sono armi tecnologicamente avanzate e quindi è meglio evitare che di vendita in vendita finiscano nelle mani sbagliate). Secondo i numeri seriali e altri indicatori, i missili sono stati venduti alla Francia nel 2010. Un consigliere militare francese dice al New York Times, che ha fatto lo scoop, che i missili erano in dotazione a soldati francesi in Libia per la loro protezione – soldati francesi impegnati in Libia in operazioni di intelligence e antiterrorismo. E che quei missili Javelin non erano più funzionanti. Ma l’unica missione di terra dei francesi è stata nel 2015 con l’invio di forze speciali per aiutare le forze di Haftar contro lo Stato islamico a Bengasi – che è distante ‘700 chilometri in linea d’aria da Gharyan. Quindi la domanda adesso è: che ci fanno i Javelin comprati dai francesi nel comando di Haftar a sud di Tripoli? Duro il commento del vicepremier italiano Matteo Salvini: «Se fosse vero, sarebbe un fatto gravissimo e chiederemo spiegazioni».

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