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Primo Piano, politica estera: in Francia ok a tassa per i giganti del web

Francia, via libera definitivo alla tassa sul colossi del web che fa infuriare Washington, che ha minacciato nuovi dazi per ritorsione. Si dovrebbe applicare a una trentina di colossi del web. La Francia come la Cina. Donald Trump ha chiesto ai consiglieri «una reazione» all’imposta sui gruppi digitali approvata ieri dal Senato di Parigi. E il rappresentante per il Commercio, Robert Lighthizer, ha annunciato «l’apertura di un’indagine per stabilire se questa misura sia discriminatoria o irragionevole, se sovraccarichi o limiti il commercio con gli Stati Uniti». Lo strumento giuridico è l’Us Trade Act del 1974, usato già nel 2017 dall’amministrazione per denunciare «le scorrettezze» dei cinesi. Da h è partita la guerra commerciale tra Washington e Pechino. La Francia è il primo Paese a imporre un’imposta sul fatturato dei big della Silicon Valley, il cosiddetto «Gafa», cioè Google, Apple, Facebook e Amazon, più di un’altra trentina di imprese digitali che hanno ricavi globali superiori a 75 0milioni di euro, di cui 25 milioni accumulati a nel territorio transalpino. L’iniziativa francese è stata letta come un tentativo per accelerare i negoziati multilaterali in corso all’Ocse, l’Organizzazione perla cooperazione e lo sviluppo economico che ha sede a Parigi.

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