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Primo Piano, politica estera: la minaccia di Erdogan

Erdogan difende l’operazione militare in Siria e minaccia l’Europa. «Basta critiche – ha detto il leader turco – o vi mando oltre tre milioni di profughi». La protesta di Italia e Francia: «Inaccettabile». E Di Maio convoca l’ambasciatore di Ankara alla Farnesina. Mentre il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, dice: «Contenetevi», e oggi vedrà Erdogan. La Turchia – si apprende inoltre – ha già intascato 6 miliardi di euro di aiuti per gestire i campi profughi, versati in tre tranche, ora sta di nuovo battendo cassa. Insomma la Ue si trova in qualche modo sotto scacco e in più c’è anche il ruolo della Turchia nella Nato a complicare le cose. Lunedì prossimo i ministri degli Esteri della Ue oltre a condannare le mosse militari e sproporzionate di Erdogan potrebbero quindi essere costretti a parlare di nuovi finanziamenti, tanto più che il ricatto di Erdogan, per quanto definito «inaccettabile» da tutti gli attori europei, ovvero quello di riversare i profughi proprio verso la Ue, sta già spostando l’attenzione sulle rotte migratorie, dal centro del Mediterraneo al contesto siriano.
A livello UE si segnala che la candidatura della francese Sylvie Goulard è stata bocciata dagli europarlamentari. Era stata designata per il portafoglio al Mercato Interno con deleghe all’industria della difesa e dello spazio. La palla adesso passa alla presidente eletta della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. L’ira di Macron: «Ora mi spieghino».

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