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Primo Piano, politica estera: Nato/Usa/Brexit/Malta

Se Emmanuel Macron sperava di evidenziare le carenze della Nato proclamandone la «morte cerebrale», la festa di compleanno dell’Alleanza che si apre oggi a Londra gli procurerà un amaro risveglio. Spaventati dall’eccesso dialettico del capo dell’Eliseo, tutti gli alleati, a cominciare dalla Germania, si sentiranno tenuti a celebrare in riva al Tamigi l’ottimo stato di salute del settantenne Patto Atlantico. Persino Donald Trump. Troppe le minacce ancora in corso, da qui una difesa europea che talvolta manca di realismo ma la cui urgenza non può non tenere banco almeno nella parte occidentale dell’Unione.
Il presidente Usa Trump ha annunciato nuovi dazi sull’acciaio e l’alluminio importati da Argentina e Brasile ed è tornato ad attaccare la Fed, ritenuta poco accomodante. Brusca la reazione dei mercati: giù tutte le Borse (Milano -2,3%).  
Negli ultimi giorni di campagna elettorale prima del voto del 12 dicembre, i Tory hanno deciso di mettere il carico da novanta per convincere i cittadini a votare per la Brexit. Come? Introducendo un visto per i turisti, anche europei, fa sapere oggi La Stampa. In questo modo, noi europei saremo equiparati agli immigrati extra Ue, se passerà davvero la legge, che nei piani del premier dovrebbe entrare in vigore dal primo gennaio 2021.
Malta, Parlamento assediato. Muscat riesce ad uscire prima che la folla blocchi per due ore i deputati dentro il palazzo. Si chiede “Verità sull’omicidio Caruana”. A tarda sera la tensione è ancora altissima. Arrivano gli osservatori della Ue

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