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Primo Piano, politica estera: ricostruzione della Cattedrale Notre-Dame

Il giorno dopo, davanti alle due torri che sono state sul punto di crollare e che invece adesso danno forza, la sindaca di Parigi Anne Hidalgo fissa l’obiettivo: «Dobbiamo ricostruire la cattedrale di Notre-Dame entro il 2024, in tempo per l’Olimpiade di Parigi». La sera alle 20, in tv, il presidente Emmanuel Macron raccoglie la sfida: «Ve lo dico con forza. Noi francesi siamo un popolo di costruttori. C’è tanto da fare ma ricostruiremo Notre-Dame più bella ancora. Voglio che tutto sia pronto in cinque anni». E un traguardo ravvicinato, i colossali lavori di restauro già previsti prima del disastro erano stimati in almeno 10 anni, e nella metà del tempo adesso si vorrebbe ricostruire la guglia spezzata e crollata e il tetto di legno, la «foresta» di querce che per 850 anni aveva resistito a tutto, dalla Rivoluzione ai nazisti, e che lunedì è stata incenerita. La sindaca di Parigi promette che sarà pronta per le Olimpiadi del 2024. Possibile? La facciata della Cattedrale e le due torri hanno resistito, il rosone più antico è salvo, mentre sono stati perduti quelli più recenti; è crollata la guglia, costruita nel XIX secolo, consumata dal fuoco. E no, lo stesso legno di quercia con cui era stato realizzato il tetto (“la foresta”) da dove è partito il fuoco, non si troverà più. Una società si è già fatta avanti per donare il materiale, ma in origine furono utilizzate 1.300 querce, per riavere una scorta di quel tipo serviranno molti anni. I vigili del fuoco sono riusciti a salvare reliquie ed opere d’arte, ma l’operazione di ricostruzione sarà complicata, tra gli esperti c’è chi arriva a ipotizzare anche 20 anni. Al di là dei 700 milioni di euro già raccolti, è chiaro che non ci sarà un problema di finanziamenti, però è lecito pensare che il conto finale sarà molto vicino, per lo meno, alla somma per cui ci sono già state donazioni.

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