Privacy Policy

Primo Piano, politica estera: Sarraj denuncia Haftar all’Onu

Torna altissima la tensione in Libia fra il governo di Fayez Serraj a Tripoli e la potente milizia della Cirenaica guidata dal generale Khalifa Haftar. Sabato notte il Consiglio Presidenziale di Tripoli ha presentato una denuncia alle Nazioni Unite. A nome del presidente Fayez Serraj l’ambasciatore libico ha denunciato Haftar per «atti di terrorismo e crimini contro l’umanità», riferendosi in particolare a un attacco aereo contro un piccolo aeroporto in cui è stato preso di mira un velivolo che stava per riportare a Tripoli dal Sud alcuni militari feriti. Secondo fonti vicine al Consiglio Presidenziale, Serraj per molti giorni è stato a guardare perché l’avanzata militare di Haftar era stata presentata come un’operazione per riportare l’ordine, un’operazione contro i gruppi terroristici che sono presenti quasi ovunque nel Sud. Ma dopo alcuni giorni di avanzata senza scontri, per controllare la città di Sebha, capitale del Sud, i soldati di Haftar hanno ingaggiato combattimenti contro milizie dell’etnia Tebu. I “neri” del Sud della Libia hanno accusato Haftar di “pulizia etnica”, e alcuni dirigenti Tebu che a Bengasi collaboravano col generale si sono dimessi dai loro incarichi per protesta. Al centro delle preoccupazioni del governo di Tripoli le sorti dei giacimenti di Sharara ed el-Fil, la cui potenziale produzione è rispettivamente di 315 mila e 70 mila barili di greggio al giorno. Benché da giorni il presidente della Noc, il tecnocrate Mustafa Sanalla, chieda alle forze libiche di «non politicizzare» il controllo delle installazioni energetiche del Fezzan, centrali per la ripresa economica della Libia, pochi giorni fa le forze di Haftar hanno annunciato di aver preso l’area, mentre ieri quelle legate al governo dell’Est hanno fatto sapere di aver raggiunto e di controllare quei siti.

,