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Primo Piano, politica estera: Scontro Stati Uniti-Iran

Tra Stati Uniti e Iran è esplosa un’escalation di minacce, gesti a effetto, qualche atto terroristico, “wargame” e simulazioni d’attacco. II Pentagono mette a disposizione di Donald Trump 120.000 soldati pronti a entrare in azione contro la teocrazia degli ayatollah già presa di mira dalle sanzioni. Una squadra di esperti militari americani attribuisce alla regla di Teheran le quattro esplosioni che hanno danneggiato altrettante petroliere al largo degli Emirati Arabi Uniti. Le navi colpite battono bandiera norvegese, saudita, e dell’emirato di Sharjah. Tutte hanno subito squarci nello scafo in seguito a esplosioni: le prime perizie americane riconducono gli attentati alla matrice iraniana. Nei giorni precedenti Washington aveva lanciato un allarme per possibili attacchi ai trasporti navali nell’area, di conseguenza è stato rafforzato il dispositivo militare Usa. La settimana scorsa il governo di Teheran ha minacciato di poter distruggere qualsiasi flotta americana. Trump ha reagito avvertendolo che «soffrirà fortemente», se scatena «qualsiasi cosa che assomigli a un attacco». A meno di quarantott’ore dal misterioso sabotaggio delle petroliere all’imbocco del Golfo Persico, droni aerei hanno colpito due stazioni di pompaggio della EastWest Pipeline, oleodotto che offre una preziosa via di trasporto alternativa per il greggio in caso di problemi nel Golfo Persico perché attraversa l’Arabia Saudita da Oriente a Occidente, fino al porto di Yanbu sul Mar Rosso. L’attentato non ha fatto vittime e i danni sono rimasti contenuti, assicura Riad, tanto che non ci sono state ripercussioni sulle esportazioni petrolifere, anche se «per precauzione» l’oleodotto è stato temporaneamente chiuso. Ma l’episodio è stato accolto con allarme dal mercato: le quotazioni del Brent sono salite di oltre l’1%, superando i 71 dollari al barile. Il ministro saudita dell’Energia, Khalid Al Falih, ha condannato l’epiPetrolio via mare La quota mondiale di greggio su petroliere che passa da Hormuz sodio sottolineando che per Riad «questi attacchi dimostrano ancora una volta che è importante fronteggiare i terroristi, comprese le milizie Houthi nello Yemen, che sono spalleggiate dall’Iran».

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