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Primo Piano, politica estera: scontro Usa-Cina

Dall’inizio della sua Amministrazione, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha preso misure straordinarie per contenere la potenza della Cina. La guerra commerciale è cominciata più di un anno fa, e gli esperti danno ormai come un fatto inarrestabile la fine della forte interdipendenza tra le prime due economie del mondo. Molti riconoscono in queste politiche il tentativo malevolo della potenza egemone di schiacciare la potenza emergente, portato avanti da un’Amministrazione che si è già mostrata nemica del libero commercio e del multilateralismo. Oggi a parole tenta di abbassare i toni dello scontro, eppure la Casa Bianca lancia un nuovo, doppio attacco verso Huawei, il colosso delle telecomunicazioni simbolo dell’ascesa tecnologica della Cina. Mercoledì sera Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che giaceva sulla scrivania da tempo: vieta alle aziende americane della telefonia di usare nelle loro reti i prodotti di società che minacciano la sicurezza nazionale. Nessun nome, ma è noto che gli Stati Uniti considerino Huawei, leader mondiale delle reti 5G, un potenziale cavallo di Troia delle spie comuniste. All’azienda di Shenzhen però fa ancora più male il secondo affondo, firmato dipartimento del Commercio. Il suo nome è stato inserito infatti nella famigerata “entity list”, una lista nera di aziende che per rifornirsi negli Stati Uniti devono prima ottenere l’autorizzazione del governo. Rischia un boicottaggio, che potrebbe privarla di componenti chiave made in Usa per i suoi dispositivi. Torna così in primo piano la vera posta in palio nella sfida tra Washington e Pechino: il primato nelle tecnologie che verranno. E ci sono riflessi anche in Italia. Infatti, le incognite della geopolitica sono ora il vero tema che agita gli operatori tic italiani. I quali da tempo hanno fatto capire che ormai di Huawei (soprattutto) è difficile fare a meno.

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