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Primo Piano, politica estera: Trump attacca la squadra delle deputate radicali

E’ bastato un tweet velenoso e razzista per far raggiungere a Donald Trump l’obiettivo che la leader democratica Nancy Pelosi inseguiva da giorni: unire il partito dell’asinello contro di lui. A indignare tutti è stato il cinguettio nativista con cui domenica il Presidente invitava quatto deputate progressiste del Congresso “a tornare nei posti corrotti e infestati dal crimine da cui provengono”. Un riferimento evidente ad Alexandria Ocasio-Cortez, IIhan Omar, Rashida Tlaib e Ayanna Pressley: “the squad”, la squadra, come da tempo si autodefiniscono, le dem antagoniste alla leadership del loro stesso partito, le sostenitrici dell’impeachment, così ostili alla “tolleranza zero” di Trump sull’immigrazione, da essere state protagoniste di un recente e duro scontro con la speaker Pelosi considerata troppo morbida sulla questione. Le «quattro» vogliono aprire le frontiere americane a tutti e che il governo accolga tutti i clandestini. D’altra parte c’è il presidente Trump, razzista e xenofobo come lo definiscono i dem, perché sta usando ogni mezzo per combattere l’immigrazione clandestina e vuole aumentare le deportazioni (Obama deportò circa 3milioni di illegali in 8 anni). Il presidente Trump si è stancato di essere criticato dalla «banda delle quattro» (Ocasio-Cortez giorni fa ha detto che nei centri di detenzione, gli illegali sono costretti a bere acqua dalle toilette), e con una serie di tweet ieri The Donald ha detto ciò che pensa delle congresswomen. «Go back home». «Chi non è contento degli Stati Uniti, può anche andarsene». Donald Trump va allo scontro totale.

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