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Primo Piano, politica estera: voto in Israele

I sei milioni di israeliani che oggi potranno recarsi alle urne per rinnovare i 120 membri della Knesset, il Parlamento, sulla scheda troveranno una quarantina di partiti, una dozzina dei quali realmente in grado di superare lo sbarramento del 3,25% previsto dalla legge: solo due, secondo le previsioni, otterranno più di 10 deputati. Il Likud di Netanyahu e il Partito Blu e Bianco di Gantz di centrodestra: i sondaggi li danno testa a testa. Molti sostenitori di Benjamin Netanyahu non vogliono credere ai presunti scandali che stanno mettendo in difficoltà il primo ministro, al potere in Israele da 10 anni. Quando parlano dell’elezione di oggi, la più incerta degli ultimi 20 anni, preferiscono puntare il dito su due piatti forti: la sicurezza e l’economia. Difficile contraddirli: da quando Netanyahu è tornato al Governo, nel 2009, Israele ha vissuto un decennio di prosperità. L’economia di questo Paese di quasi nove milioni di abitanti ha registrato performance invidiabili per molti Paesi industrializzati.

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