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Primo Piano, politica interna: Bonafede, ora il Csm va riformato

«Adesso non si può più attendere». Dopo una settimana di bufera sulla giustizia, innescata dalle ultime intercettazioni dei colloqui di Luca Palamara e culminata con le dimissioni del vertice dell’Associazione nazionale magistrati, il ministro Guardasigilli Alfonso Bonafede, decide di intervenire. In un messaggio via Facebook definisce il caso un «vero e proprio terremoto», che «impone una risposta tempestiva delle istituzioni» perché «ne va della credibilità della magistratura». E annuncia che questa settimana porterà «all’attenzione della maggioranza il progetto di riforma del Consiglio superiore della magistratura». Tre i capisaldi della riforma annunciata: un nuovo sistema elettorale che si vuole “sottratto alle degenerazioni del correntismo”; meccanismi che garantiscano nomine ispirate soltanto al merito; netta separazione tra politica e magistratura impedendo «porte girevoli» tra un ruolo e l’altro.

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