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Primo Piano, politica interna: Centrodestra, vertice sui voti locali

Il giallo del vertice di centrodestra sulle amministrative, caso Piemonte al centro, va avanti per ore. Salvini sembra preoccupato solo di smentire, come se temesse le ire dei 5Stelle. Ma nel tardo pomeriggio l’incontro a Roma si tiene e manca solo Berlusconi. Con il vicepremier leghista e la leader di FdI Giorgia Meloni si confronta il vicepresidente di Fi Antonio Tajani, appena arrivato da Strasburgo. Nella casa di Salvini di fronte a Palazzo Grazioli si discute, anche con Giancarlo Giorgetti, Licia Ronzulli e Ignazio La Russa, delle candidature in diversi capoluoghi contesi, ma nulla è definitivo, salvo la volontà ribadita di indicare nomi comuni. Rimane il nodo dell’investitura ufficiale del candidato-governatore in Piemonte, l’azzurro Alberto Cirio. La Lega rinvia, sembra abbia pronto Paolo Damilano, con la giustificazione che l’eurodeputato di Fi non ha ancora avuto l’archiviazione annunciata nell’inchiesta Rimborsopoli. Ma proprio ieri, il coordinatore piemontese del Carroccio, Riccardo Molinari, esprimeva apprezzamento su Cirio e ribadiva che tocca a Fi decidere. Con Salvini, però. E la sensazione è che, come in altre regioni, il Capitano faccia pesare il suo successo elettorale, eviti scontri con il M5S e tenga, tatticamente, gli alleati sulla corda, mentre si accaparra le piazze migliori. È poi diventato un caso la frase pronunciata dal vice presidente di Fi Antonio Tajani che, alla trasmissione “La zanzara” su Radio 24 ha detto: «Mussolini? Fino a quando non ha dichiarato guerra al mondo intero seguendo Hitler, fino a quando non s’è fatto promotore delle leggi razziali, a parte la vicenda drammatica di Matteotti, ha fatto delle cose positive per realizzare infrastrutture nel nostro paese». E così agli avversari politici bastano due tre nozioni di storia per attaccare il presidente dell’Europarlamento. «Si vergogni per ciò che ha detto su Mussolini – scrive il sottosegretario del M5S Stefano Buffagni -. Tra leggi razziali, omicidio Matteotti e gli anni bui della democrazia ricordo che la nostra Costituzione si basa su altri valori. Orgoglioso di essere diverso da loro». Tajani cerca di difendersi tramite social: «Si vergogni chi strumentalizza le mie parole. Sono da sempre un antifascista convinto. Non permetto a nessuno di insinuare il contrario. La dittatura fascista, le sue leggi razziali, i morti che ha causato sono la pagina più buia della storia italiana ed europea».

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