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Primo Piano, politica interna: Csm, il Colle non è mai intervenuto sulle nomine

Qualcuno avvisò il magistrato Luca Palamara che nel suo telefono c’era un trojan. E proprio lui a parlarne in una conversazione intercettata con il parlamentare del Pd Cosimo Ferri che dice di averlo saputo da alcuni componenti del Csm, a loro volta, sostengono, informati dal consigliere giuridico del Quirinale Stefano Erbani. Non è l’unica volta in cui il Colle viene citato nei colloqui finiti agli atti dell’inchiesta di Perugia. Luca Lotti – anche lui deputato del Pd, imputato a Roma per la vicenda Consip – racconta a Palamara di essere stato ricevuto al Quirinale proprio per discutere della sua vicenda giudiziaria. E di poterci tornare «quando voglio». «Mai intervenuti». Dopo giorni di voluto silenzio, in cui Sergio Mattarella ha taciuto pur nella duplice veste di capo dello Stato e del Csm, affidando la gestione del drammatico caso al vice presidente di Palazzo dei Marescialli David Ermini, adesso il presidente parla. Non solo per dire che non s’è mai occupato di nomine, che non ha mai ricevuto il deputato pd Luca Lotti per parlare della sua inchiesta, ma soprattutto che il Qui del Consiglio, che rischia di decadere se dovesse scendere sotto il tetto dei dieci componenti togati rinale non gestisce alcun tipo d’informazioni giudiziarie da diffondere. Netta la smentita del consigliere giuridico di Mattarella, dopo la precisazione diffusa ieri dal Quirinale che ha smentito di disporre di informazioni relative alle indagini. «Sono estraneo a questi fatti – ha dichiarato Erbani attraverso i canali ufficiali del Colle – e sono pronto a denunciare per calunnia chiunque li riferisca eli abbia riferiti».

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