Privacy Policy

Primo Piano, politica interna: CSM

Grande è lo sconcerto per quel che è accaduto e per quel che sta accadendo al Consiglio superiore della magistratura (Csm). Di quel che è avvenuto non colpiscono solo le divisioni interne, gli intrighi, lo stile delle negoziazioni, i rapporti con i politici, ma anche e soprattutto il fatto che più di un magistrato trattasse la scelta delle persone da nominare per influenzare l’azione degli organi, così negando la stessa ragion d’essere del Csm, quella di separare governo delle carriere da attività giudiziaria o requirente. Di quel che sta accadendo colpisce il ricorso a questa stramba invenzione italiana dell’autosospensione, che consisterebbe nell’astenersi dal partecipare all’attività di un organismo di cui si fa parte, violando così i doveri d’ufficio e aggirando il dilemma tra restare o dimettersi. I magistrati stanno sperimentando, al livello più alto, i danni che producono con la divulgazione di notizie non seguite immediatamente da accertamenti e decisioni, per cui l’opinione pubblica rimane perplessa e diminuisce la fiducia nella giustizia. Sarà bene, quindi, che si concludano rapidamente le indagini in corso e che chi giudica dall’esterno. Il Gico della Finanza ha depositato alla procura di Perugia le trascrizioni integrali delle intercettazioni ambientali effettuate con il trojan installato nello smartphone di Luca Palamara. E, come indicano fonti giudiziarie, in questo nuovo profluvio di carte — che copre un arco di tempo di venti giorni di maggio e non una settimana (come la prima informativa trasmessa la scorsa settimana a Palazzo dei Marescialli poteva far credere) — ci sono i nomi di altri consiglieri togati risucchiati nel mercato delle nomine.

,