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Primo Piano, politica interna: decreto sicurezza bis

C’è la norma “contra personam”, quella che impedirà in futuro al procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio di intervenire sulle navi delle Ong che hanno salvato dei migranti. La competenza passerà al procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, giusto quello che non aveva visto alcun reato nel comportamento di Salvini per la Diciotti. Nel decreto ci sono soltanto tre righe all’articolo 3, quanto basta però per legare definitivamente le mani a una procura considerata nemica. Poi c’è l’articolo che farà scattare multe pesanti – da 10 a 50mila euro – contro le navi che si permetteranno ancora di disobbedire agli ordini del ministro dell’Interno conducendo i migranti in un porto sicuro. Ma non basta ancora. Per chi si ostina comunque a proseguire nelle operazioni di salvataggio potrà scattare, per mano dei prefetti, addirittura il sequestro del natante. Dopo più di un mese di braccio di ferro tra Salvini e M5S passa in consiglio dei ministri il nuovo decreto sulla sicurezza. Questa volta rivisto e corretto anche dal Guardasigilli Alfonso Bonafede che non ostacola il suo alleato in vista delle future norme sul Csm, la carriera a punti per le toghe e gli spioni di palazzo. Cade qualcuna delle norme più rozze, ma la sostanza fortemente repressiva resta tutta. Il ministro dell’interno Matteo Salvini e il sottosegretario Giancarlo Giorgetti hanno voluto «scortare» in conferenza stampa il premier Giuseppe Conte. Assente l’altro vicepremier, Luigi Di Maio, che però non ha fatto mancare un sua dichiarazione: «Il decreto Sicurezza è un inizio e mi auguro che in sede di conversione il parlamento lavori a un rafforzamento delle misure per i rimpatri dei migranti irregolari. Parliamo di centinaia di migliaia persone non identificate che girano liberamente per l’Italia».

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