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Primo Piano, politica interna: gilet gialli

Il tappeto rosso srotolato da Luigi Di Maio ai gilet gialli francesi vale come prenotazione per il voto europeo di maggio. Proprio nel giorno in cui Jacline Mouraud, tra le figure più note del movimento di rivolta francese, annuncia il lancio di una formazione politica che si chiamerà «Les émergents», gli emergenti, il vicepremier grillino pubblica sul Blog delle stelle un accorato appello: «Gilet gialli non mollate». Tra le idee dei gilet gialli e quelle del M5s in realtà c’è soprattutto un’affinità nei toni di contestazione all’establishment. Sul fronte dei programmi in realtà ci sarebbero parecchie differenze, a partire dal fatto che la rivolta francese è partita per le tasse sulle auto che al M5s piacciono. I gilet gialli, che i sondaggi danno già al 12%, diventano quindi un possibile alleato da contendersi, tanto che anche la Lega esprime «tutto il sostegno possibile per i francesi che educatamente fanno presente al presidente che prima va a casa meglio è». Si apre così un nuovo fronte con il governo di Parigi dopo i vari scontri degli ultimi mesi, dall’immigrazione alla Tav. Immediata la replica. «La Francia si guarda bene dal dare lezioni all’Italia. Salvini e Di Maio imparino a fare pulizia in casa loro» è il secco commento via Twitter della ministra per gli Affari europei Nathalie Loiseau.

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