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Primo Piano, politica interna: Governo ‘bloccato’

Altro che tregua. Il vertice sull’autonomia di Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna è finito oltre la mezzanotte, dopo tre ore di diverbi e reciproche accuse. Per Salvini «i 5 Stelle fanno muro e si nascondono dietro i burocrati», mentre a sentire Di Maio «non c’è nessun blocco, ma quando si governa le cose si fanno in due». È il colpo basso che Matteo Salvini non si aspetta. Al vertice invocato dalla Lega per sbloccare l’autonomia differenziata, il premier Giuseppe Conte si presenta con una relazione tecnica che evidenzia tutte le criticità del progetto. E propone perciò lo stop all’iter parlamentare che doveva appena cominciare. Il documento, questa sorta di analisi costi-benefici per l’autonomia delle tre regioni, fa prevalere i primi sui secondi. Non in termini economici quanto di iniquità per le regioni meridionali. Basta ultimatum, è il messaggio del capo del Movimento 5 Stelle, seccato perché il leader della Lega nel bel mezzo di una riunione tesissima ha mollato Palazzo Chigi «per andarsene in tv da Bianca Berlinguer», cedendo la seggiola a Giancarlo Giorgetti: «E come se fossi io…». Quando Danilo Toninelli è arrivato, gli umori erano ormai tali che nemmeno sui destini incrociati di Atlantia e Alitalia è saltato fuori uno straccio di intesa. Governo bloccato e lo spettro del voto anticipato che aleggia tra Montecitorio e Palazzo Chigi.

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