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Primo Piano, politica interna: i comitati di Renzi

Non è (ancora) il partito di Renzi, è lui stesso a precisarlo dal palco della Leopolda: «I comitati civici non sono i miei comitati e neppure una corrente del Pd, ce ne sono già troppe. Sono i comitati di chi dice: noi non ci arrendiamo all’ignoranza, alla mediocrità, alla cialtronaggine di questo governo». Per la prima volta alla Leopolda si parla esplicitamente dell’opportunita o meno di restare nel Pd. Certo, nessuno lo fa dal palco. Ma in platea il popolo dem interroga se stesso e interroga i propri dirigenti sul futuro. A tutti questi, che sono tanti, e sono venuti qui «solo per ascoltare Matteo», Renzi, nel suo discorso conclusivo, offre una prospettiva. A fianco del partito, per ora, domani chissà: «Noi siamo quelli che restano ma non basta… Dobbiamo essere anche quelli che partono, con coraggio, per cose nuove. Daremo il rispetto e la collaborazione che io non ho avuto al nuovo segretario e noi partiamo con i comitati civici, un progetto più impegnativo e ambizioso». A pesare è l’incertezza sul finale: bisogna capire se si farà il congresso, che qui nessuno vuole.

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